Joe Bastianich “Joe Played Guitar”

il suo primo album

Musica

 

"La musica per me rappresenta l’espressione più pura, l’emozione più vicina al cuore. In questo disco ho raccolto l’essenza più vera della mia vita, quella più intima, tra passioni, paure, ambizioni, amore. Racconta molto di me, di ciò che sono, che ho fatto e che farò. É la mia rivelazione più personale e inedita" dichiara Joe Bastianich.
“Joe Played Guitar” è la mia storia. Sono stato un adolescente come tutti gli altri cresciuti in una famiglia di classe media a New York, tranne per il fatto che i miei genitori erano immigrati italiani, ex rifugiati, e la nostra era una vita completamente diversa da quella della gente che abitava nel nostro quartiere. 
A casa parlavamo italiano, mangiavamo cibo ai loro occhi stranissimo e per mio padre un party era una festa in cui si cantavano canzoni popolari istriane e si suonava la fisarmonica. 
Volevo più di ogni altra cosa essere come tutti gli altri ragazzi – mangiare hot dog per cena e parlare tra di noi in inglese. Bruce Springsteen e i Beach Boys erano la perfetta colonna sonora per crescere, il Rock’n’roll il mio biglietto, la strada per diventare un vero americano. Da quando mia nonna mi comprò la prima chitarra, la musica è diventata la mia vita – Zeppelin, the Stones, The Who, i Ramones – la musica è diventata la mia ossessione, la mia via di fuga.
“Joe Played Guitar” racconta la mia storia in una teenege garage band a Bayside, nel Queens. Suonavo la chitarra, cantavo. Ogni pomeriggio quando ci trovavamo ero finalmente cool come ogni altro ragazzino del quartiere, anche un po’ più figo. Era in quei momenti che vivevo il mio sogno, ero una rock star.
Nato nel Queens agli albori della scena rock newyorkese e inglese degli anni ’70 la gioventù di Joe Bastianich è stata segnata da un sottofondo esplosivo fatto di rock-n-roll e note punk. Sedotto dai grandi dell’epoca come Led Zeppelin, David Bowie, The Ramones e i Rolling Stones, ha sempre considerato la musica il grande amore della sua vita, la strada che lo ha portato verso l’America, lo strumento, come figlio di immigrati italiani, per poter essere accettato.