Laura Pausini ferma il concerto:

«La prima fila paga tanto ma non canta»

Musica

Laura Pausini in Perù, di fronte a 15 mila persona, ha alzato la mano e ha chiesto ai musicisti di smettere di suonare, all’Arena 1 di Lima, durante una delle tappe del Yo Canto World Tour.

 «Scusate, devo fermarmi un attimo» Laura Pausini si è rivolta direttamente al cameraman sotto al palco: «Signore, deve andare più lontano perché la prima fila paga molto, ma non conosce le mie canzoni». Poi, con l’ironia che la contraddistingue, ha aggiunto rivolgendosi ai diretti interessati: «Ragazzi della prima fila, muovete almeno le labbra».

Fermare uno show non è una novità per Laura Pausini. Solo poche settimane fa, durante il concerto a Madrid, aveva interrotto l’esibizione per richiamare un fan che aveva esagerato con l’alcol. La spontaneità sul palco è parte integrante del suo modo di stare in scena.

Poche ore dopo l’episodio, Laura Pausini ha risposto a un fan su Instagram, in spagnolo, con una riflessione più lunga e articolata. Ha spiegato che spesso le prime file dei concerti vengono assegnate agli invitati del promoter, non ai fan veri, e che quei biglietti a volte non vengono nemmeno messi in vendita al pubblico. Un meccanismo che crea un cortocircuito: chi conosce ogni parola di ogni canzone si ritrova nelle file centrali o in fondo, mentre chi sta sotto al palco magari non ha mai ascoltato l’album.

Laura Pausini spiega quanto avvenuto in un commento su Instagram «Per un cantante, vedere chi sta lì davanti in silenzio fa tristezza, soprattutto quando dietro tutti cantavano», ha scritto. E ha aggiunto un dettaglio che dice tutto: «Dalla seconda fila cantavano con una tale forza che mi è esploso il cuore». Proprio per questo aveva chiesto al cameraman di smettere di riprendere la prima fila: voleva che sui maxischermi si vedesse chi stava davvero vivendo il concerto.

Ha concluso con una precisazione che ammorbidisce i toni senza ritrattare nulla: capisce che ognuno vive un concerto a modo suo, chi per ascoltare e chi per cantare, ma per lei e i suoi musicisti quelle tre ore sul palco sono uno scambio totale di energia. «Se qualcuno si è sentito offeso chiedo scusa».